Nonostante i continui riferimenti nei giornali e mass media, di sessualità si parla ancora molto poco. Può sembrare strano ma questo tema dell’esistenza risente ancora di vecchi tabù, pudori inespressi, ignoranza o anche finta trascuratezza. Per quanto la donna sia più consapevole rispetto all’uomo del suo vissuto profondo e dei conflitti alla base, non ha sempre modo e tempo da dedicare alla loro risoluzione. Ritmi frenetici, timidezza nell’esprimere le proprie esigenze, poca conoscenza del proprio corpo, maggiore libertà di costumi che non corrisponde sempre ad una libera espressione di sentimenti.
Ci si sente incompresi dal proprio partner, che non appare sempre disponibile a parlare di sesso, timoroso di essere messo in discussione o di non sentirsi all’altezza del compito. Presi dal ritmo stressante della giornata o peggio, dalla routine della coppia, il tempo dedicato all’intimità è sempre più raro, più casuale. Come ginecologa e floriterapeuta, mi succede spesso, nella pratica clinica, di parlare con le pazienti delle varie tematiche sessuali. Dietro le somatizzazioni ginecologiche si nascondono spesso conflitti non risolti, traumi mai superati o abusi in età precoce. Specie nelle grandi città, si risente molto della solitudine e della difficoltà ad un approccio umano più profondo. I rapporti saltuari ovviamente non favoriscono una conoscenza reciproca vera, si consuma ma senza grande complicità e spesso senza tanto amore…
Eppure il senso di appartenenza al proprio compagno (non quello di possesso!) resta un’esigenza innata e profonda per le donne, una sensazione rassicurante. Tanto più che la sessualità femminile è per motivi intrinseci (anatomici, culturali, simbolici) una sessualità che accoglie, che riceve. La donna è Terra, è Yin, e quanto più profondamente vive la sua femminilità, tanto più esprime questa capacità di dedizione, dolcezza, accoglienza.
Purtroppo non è sempre così: la maggiore parità (che non dovrebbe significare uguaglianza…), il mondo competitivo del lavoro, il partner a volte impaurito, a volte un po’ bambino, la confusione dei ruoli, giocano un grosso effetto deterrente. Single o separata, la donna madre si ritrova a fare anche da padre e ad affrontare con grinta le dinamiche quotidiane. La dolcezza resta un lontano ricordo e abbandonarsi quasi impossibile…
Bene, è arrivato il momento di accogliere questa sfida, riprenderci in mano la gioia della vita e del nostro corpo. Non possiamo però prescindere dal ritrovare un dialogo nuovo col nostro compagno e risentire il senso vero della nostra femminilità. E’ importante volerci più bene, avere il coraggio di parlare (senza aggredire), esprimere i nostri desideri, ritrovare la curiosità, la voglia di giocare. Sarebbe utile dedicare più tempo alla nostra intimità, ai momenti d’amore, magari trascurando impegni sociali o familiari non indispensabili. Il sesso è gioco, sperimentazione, cambia con noi e con la coppia stessa, cambia con l’età, con le fasi fisiologiche.
Sfatiamo il MITO DELLA NATURALITA’! Se è vero che la sessualità è un’esigenza naturale della nostra vita, è anche vero che bisogna crescere insieme, conoscere l’altro, le sue esigenze, scoprire ciò che è meglio per entrambi e questo presuppone COMUNICAZIONE!
Sfatiamo il mito della NORMALITA’! Sarà normale l’orgasmo clitorideo o quello vaginale? Il rapporto orale o la masturbazione? Due o tre volte a settimana? Ogni donna ritroverà all’interno della coppia la sua dimensione migliore, l’importante è riuscire ad essere se stessa, ad essere felice, ad ESSERE. Mai come in questo campo, il setting floriterapeutico ha la funzione fondamentale di informare e rassicurare.
Al di là del colloquio, delle rassicurazioni, (e della psicoterapia nei casi più complessi), la floriterapia resta un ausilio importantissimo nelle varie problematiche sessuali. I risultati a volte sono ottimi ma quasi sempre migliorano le varie somatizzazioni e il vissuto interiore della paziente. Più che creare l’energia sessuale, bisogna liberare quella che c’è, nascosta, bloccata o addirittura dimenticata: e in questo i fiori sono molto appropriati. I rimedi di Bach sono fondamentali per l’approccio tipologico ma anche i kit californiani e australiani possono essere di grande aiuto per le tematiche specifiche. A differenza del partner, dove prevale il conflitto di prestazione, nella donna (dove tutto è più nascosto) è più sentito il bisogno di un reale abbandono. Cherry Plum risulta così il rimedio più usato, per la paura di lasciarsi andare, l’anorgasmia, la frigidità, i disturbi vescicali post-coitali (il rimedio ha una stretta connessione con gli sfinteri). Crab Apple potremo usarlo quando la sessualità è vissuta come una cosa sporca o per migliorare il rapporto col proprio corpo, per sentirsi più belle. Pine, invece, agisce su tutti i sensi di colpa, sempre così intrecciati al vissuto sessuale (retroterra religioso, educativo, sociale). L’accoglienza e la disponibilità migliorano col Rock Water, che incrementa anche l’idratazione della mucosa vaginale in situazioni di secchezza e dispareunia. L’effetto sarà ancora migliore con la sinergia della Manzanita (fiore californiano dell’accogliere) e del Dandelion (californiano, per rilassare la muscolatura perineale e vaginale in caso di dispareunia). A volte la paura dell’orgasmo si associa alla sottile paura della morte (in fondo lo è per pochi secondi) e così potrà essere utilizzato Aspen o Rock Rose. Se i blocchi esistenti sono condizionati da traumi pregressi, sarà fonfamentale lo Star Of Bethlehem, insieme ad alcuni rimedi australiani di grande efficace: Fringed Violet (ripristino energetico aurico dopo traumi, abusi, separazioni) e Flannel Flower (miglioramento del contatto fisico dopo abusi sessuali pregressi).
Tra i californiani il rimedio più utilizzato resta senzaltro lo Sticky Monkeyflower, ottimo per qualunque situazione di blocco (dispareunia, frigidità, anorgasmia, traumi, condizionamenti ambientali). Hibiscus ha invece un buon effetto sulla libido mentre Basil aiuta a risolvere i conflitti con la religiosità. Calla Lilly di contro aiuta nella confusione dei ruoli sessuali maschili e femminili (omosessualità latente). Per ritrovare la dolcezza e il piacere della propria femminità, dobbiamo infine menzionare Quince (californiano), utile ad esempio alle madre soli o alle pazienti un po’ mascoline o alle Rock Water in carriera… Ho notato una grande sinergia di questo rimedio con l’australiano Wisteria (dolcezza, sessualità, abbandono).
Tutti abbiamo bisogno di amore e anche la vita della coppia ne ha bisogno per non rischiare di cristallizzarsi in una grigia routine (utile per questo l’australiano Bush Gardenia).
In generale, le esperienze di questi anni in floriterapia hanno mostrato risultati davvero buoni. I rimedi si dimostrano capaci di aiutare la donna ad esprimersi di più, a lasciarsi andare e a scoprire le proprie potenzialità corporee.
Ovviamente in alcune fasi della vita (es. dopo un parto o in menopausa o in periodi di grande stanchezza) possiamo trovare una grande sinergia con altri rimedi e terapie naturali. Ci sono piante molto appropriate (Maca delle ande, Catuaba, Marapuama), oli essenziali per l’armonizzazione dell’energia sessuale (sandalo, vetiver, gelsomino, ylang ylang, neroli), applicazioni energetiche per potenziare i chakra (es. tecnica IRECA). Tutto concorre ad un flusso leggero e spontaneo del nostro potenziale di piacere e di gioia. Così la sfida più alta la vivremo nell’amore…